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Lazio: Barbarano Romano (VT)


Barbarano Romano è un affascinante borgo medioevale di origine etrusca, di poco più di mille abitanti a 28 chilometri da Viterbo che sorge arroccato su di un'alta rupe di roccia vulcanica sopra un pianoro tufaceo, di forma triangolare. Due dei tre lati sono protetti dalle gole scavate dal torrente Biedano e dal suo affluente, il terzo da imponenti mura medievali.
Il reportage illustra una giornata a passeggio lungo le stradine del paese e intorno alla rupe.
L'accesso odierno più agevole è dalla maestosa porta a torrione del XV secolo, detta Romana per il suo orientamento verso la capitale, che un tempo era dotata di ponte levatoio.
I primi insediamenti noti nella zona rupestre risalgono all'età del Bronzo. Tra i secoli VIII e VI a.C., in epoca etrusca, i vari nuclei d'insediamento sembrano gravitare attorno al colle di San Giuliano. Alcuni studiosi identificano in quest'area l'antica Marturanum, supportati dal ritrovamento in loco di un'iscrizione su un vaso, la quale dice: "Turuche Larth Manthureie" (sono stato donato da Larth di Manthura).Come per tutta l'Etruria, anche in questa zona viene instaurato il dominio di Roma, fino a quando, con il crollo dell'Impero, l'abitato si spopola divenendo parte di proprietà agraria.

Le continue scorrerie dei barbari determinano l'abbandono della rocca di S. Giuliano da parte della popolazione ed il suo trasferimento sull'attuale promontorio di Barbarano, più protetto e meglio difendibile. Il paese diviene col tempo anche sede vescovile ma solo in alcuni documenti del 1188 appare l'attuale nome di Barbarano, quando papa Celestino III lo dona al Comune di Viterbo.


Tipicamente medioevale, l'urbanistica del borgo nella parte più antica presenta il Castello, un tempo circondato da robuste mura, sul quale si innesta il Palazzo dei Priori, ora Palazzo Comunale. Fino al XV sec. d.C. si susseguono lotte tra le signorie dei Farolfo di Viterbo e dei Di Vico, Prefetti di Roma, per il possesso del feudo. Dal 1283 al XIX sec. d.C. il paese rimane assoggettato al diritto feudale di Roma, motivo per cui ancor oggi conserva l'epiteto "Romano".

Barbarano è sede del parco regionale Marturanum, istituito con la legge regionale n.41 del 17.07.1984. Il territorio protetto è costituito dall'ambiente tipico delle forre fluviali, scavate nel tufo dai torrenti, e dal paesaggio collinare sedimentario, in parte ricoperto da boschi di querce.


Di grande valore naturalistico ed ecologico le profonde forre scavate dall'acqua nei millenni: alta umidità, vegetazione lussureggiante attraverso la quale il sole fatica a penetrare, sono le condizioni base per la vita di specie animali e vegetali talora rari. 

Parco di Marturanum: www.comunebarbaranoromano.it/ilparco/percorsi.html

www.parchilazio/marturanum

Da non perdere una visita alla già citata necropoli etrusca di San Giuliano, con le antiche strutture, sepolcri, abitazioni medievali e cavità suggestivamente avvolte dalla vegetazione. Nell'area si consiglia la visita ai vicini centri medievali di Blera, Civitella Cesi e Vetralla. Tutta la zona è ricca di testimonianze del passato preistorico ed etrusco: San Giovenale, Luni sul Mignone, Blera, Norchia sono solo alcune delle aree archeologiche da visitare.






 



L'atmosfera che si respira è di una tranquillità unica, già a partire dal percorso di avvicinamento. Provenendo dalla costa, abbandonata la via Aurelia all'altezza di Tarquinia, mi trovo immerso in un dolce panorama collinare, lungo una strada generalmente poco trafficata, circondata da campagne piantate a ulivi che si alternano a boschetti.



Il paese non è visibile fino all'arrivo in quanto, pur costruito in cima ad una rupe, in quanto, la stessa, sorge leggermente depressa nella vallata del torrente Biedano.

La prima evidenza del paese, è la stazioncina dismessa della linea Roma-Civitavecchia.















Quindi, dopo un ultimo tratto in discesa si raggiunge un ponte dal quale si gode una bella vista della rupe coronata dall'abitato.








Una piccola risalita e sulla sinistra si erge l'imponente porta romana, unico ingresso al paese.


















Barbarano ha avuto, nel corso dei secoli, due cinta murarie distinte. 
Della più antica restano poche tracce, soprattutto per i crolli degli anni trenta, che hanno portato alla scomparsa della porta merlata d'Ognissanti e della torre detta di re Desiderio. 
Della cinta più esterna resta ancora l'intero muro in tufo, in cui sono inserite torri cilindriche e quadrilatere e il torrione di Porta Romana, dotato, dal 1863, di un orologio.






Passato tra due ali di basse costruzioni esterne alle mura, alla base delle quali si aprono un paio di bar molto frequentati dai locali, passo sotto la porta che conserva ancora le imposte di legno. 





Mi si apre la vista della prospettiva del corso principale, intitolato a Vittorio Emanuele II, dal quale si dipartono, a destra e sinistra, le viuzze laterali. Un percorso che attraversa tutto il paese da sud a nord, finendo come via Belvedere, ad un balcone sulla vallata boschiva, il belvedere appunto.

Il paese consta di un primo nucleo risalente probabilmente al X secolo, cui si aggiungono vari edifici, dal XIII al XVII. Attualmente costituisce un esempio di borgo medievale a spina di pesce, con una strada principale centrale fiancheggiata da due parallele secondarie, allungato sul cuneo fra due gole e chiuso, nell'unico tratto non difeso naturalmente, da mura con torri quadrilatere a gola aperta databili al secolo XIV, ulteriormente foderate da una cinta muraria verso la fine del XV secolo con l'aggiunta di torri circolari.














Lungo il percorso si incontra una prima piazzetta. con bella fontana in stile viterbese, sulla quale affaccia il Complesso di Sant'Angelo, antico isolato, che in origine comprendeva anche un cimitero. La Chiesa, oggi sconsacrata, è sorta alla fine del 1200; è affiancata dall'ex casa canonica, sede del parroco, la cui facciata forma un tutt'uno con quella della chiesa.








In alcuni ambienti del complesso è oggi ospitato il Museo archeologico delle necropoli rupestri di Barbarano; vi sono stati effettuati numerosi scavi archeologici, tra cui quelli della necropoli di San Giuliano, che in epoca etrusca circondava l'altura omonima, sede di un abitato risalente ad età preistorica.

DESCRIZIONE: Il museo di Barbarano Romano conserva reperti ceramici e bronzei ma anche sarcofagi e obelischi di tufo. A soli 2 km dal centro abitato si trova la necropoli etrusca rupestre di San Giuliano, con tombe prevalentemente di età arcaica (Vl-V sec. a. C.), anche se non mancano tumuli del Vll sec. a. C. (periodo orientalizzante) e tombe di età ellenistica. Sono visibili, fra le varie tipologie, oltre ai tumuli, le tombe a dado, a tetto displuviato, a portico, ipogee, a fossa ed a nicchia. Notevoli anche le necropoli della Cuccumella del Caiolo, il tumulo del Caiolo, la tomba dei Letti, le tombe a Portico, le Palazzine, la tomba del Cervo, la tomba della Regina, la tomba Cima, la tomba Rosi, la tomba Costa, le tombe Thansinas, i due tumuli di Valle Cappellana e il gruppo di tombe arcaiche in località Chiuse Vallerani.

Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri: via Sant'Angelo n. 4
tel. 0761 414531-601
ORARIO DI APERTURA: Giovedì e venerdì 10 - 13; Sabato e domenica 10 - 13 / 15 - 18

PREZZO: € 2 - gratuito per bambini fino a 6 anni



Lungo il breve tratto del corso, che va dalla porta alla piazzetta di Sant'Angelo, si trova la zona commerciale: il macellaio dalle ottime carni locali, il negozio di alimentari; vi si trovano anche le uniche due botteghe dedicate, una alla pittura e piccolo artigianato e l'altra ai prodotti della maglieria, ambedue condotte da persone non del luogo













l'ottimo ristorante “la Pacchiona”, dove, a prezzi contenuti, si possono mangiare succulenti piatti locali in ambiente e atmosfera familiari;










Tipica trattoria a conduzione esclusivamente familiare. Il salone, originariamente adibito a cucina del sovrastante palazzo del Monsignor Angone, conserva perfettamente integro il grande camino medioevale (fine 1400) ed il pavimento originale in mattoni rossi. Il locale vanta di aver ospitato il Re Gustavo di Svezia che negli anni 1955-1963 ha contribuito fattivamente agli scavi della necropoli etrusca di San Giuliano. Il bar attiguo alla trattoria completa l'offerta alla clientela.

Tipica cucina familiare del territorio: salumi della zona come antipasto, fettuccine rigorosamente fatte in casa e l'Acqua Cotta, zuppa di verdure a base di cicoria di campo, sono tra i primi piatti più richiesti.Quando possibile non manca la Ribollita toscana (cavolo nero e fagioli cannellini) e la tipica Giubba e calzoni: uno spezzatino di abbacchio e patate che deve il suo nome al fatto di essere un pranzo completo. A richiesta la Pezzata tipica zuppa di pecora dalla preparazione abbastanza laboriosa. Infine la zuppa di cicerchie, antichissimo legume proveniente dal Medio Oriente. Nel camino sulla brace si preparano bistecche di vitellone (razza maremmana biologica allevata localmente), salsicce, braciole di maiale, pollo. Il menù giornaliero è poi completato dall'offerta di altre carni quali: coniglio, cinghiale, scaloppine, straccetti, verdure e dolci fatti in casa: tiramisù, torta al formaggio, torta di cioccolato e mandorle, crostate.La ricettività è di circa 50 posti (30 nel salone 20 nella saletta attigua). 

Sabato e domenica è gradita la prenotazione.
Via Vittorio Emanuele II, 37
Telefono: 0761-414633






























Continuando ad andare in giro, abbandonato il corso principale e perdendosi tra le quinte ci si imbatte in anziane donne nei pressi del vecchio lavatoio, nell'acqua verde ormai ferma galleggiano tini.












Tornati sul corso, la visita viene accompagnata di casa in casa tra mattoni di tufo; poi, prima di svoltare nella piazza del comune, due archi, uno crea una nicchia che contiene una fontana davanti alla quale botti adagiate in attesa del lavaggio.












Palazzo comunale. Sorge nell'area denominata Castello, circondata da una cinta muraria, la più antica di quelle di Barbarano, sui cui resti è in parte edificato il municipio. Nel 1930 un'antica torre medievale, con parte delle mura e del palazzo priorale, crollarono rovinosamente.

Comune: Piazza G. Marconi 21 - 01010 Barbarano Romano VT
Tel 0761 414601
www.comunebarbaranoromano.it











Chiesa collegiata di Santa Maria Assunta. Chiesa parrocchiale, già esistente sul finire dell'XI secolo, è stata ricostruita e rimaneggiata più volte, soprattutto nel corso del XVIII secolo. Alla facciata della chiesa, in stile povero su cui si aprono una piccola porta e una finestra, è appoggiato il basso e tozzo campanile sul quale, a sua volta, poggia il Comune.
All'interno vi sono pregevoli opere d'arte, tra cui un affresco della Madonna che allatta Gesù con i Santi Giovanni e Antonio abate (XIV secolo).e la chiesa madre contenente le reliquie di Santa Barbara (una tibia), protettrice di Barbarano, la cui festa con processione, si svolge il 4 dicembre di ogni anno.


teca con la reliquia di Santa Barbara
Girando lo sguardo a 360 gradi nella piazza architetture contenute accostate l'una all'altra armoniosamente, immerse nel silenzio, tra tufo ed ombra umida, è un piccolo mondo. Un anziano, un'anziana, un'edicola con la Madonna, fiori e una vespa che non vola di fiore in fiore, è parcheggiata tra i vasi.













Continuando a camminare lungo il corso principale accompagnati dalle pareti di tufo delle abitazioni che, di quando in quando, si squarciano lasciando vedere i boschi d'intorno, fino ad arrivare sull'orlo del precipizio, dove finisce l'abitato e la vista si apre sulla forra ricoperta di boschi che variano di colore al cambiare delle stagioni, fino a diventare simili a fuochi d'artificio.

















Dopo aver scandagliato, metro a metro, tutto il centro abitato in cima alla rupe, seguendone ogni via, non rimane che buttarsi giù lungo la stradina che conduce al fondo della forra, per girare intorno al perimetro della rupe.















E scende la sera. Ancora gli occhi sono pieni di immagini, ma non sazi; ancora una passeggiata per scoprire il fascino delle architetture che una luce misteriosa avvolge in un vedo e non vedo ad effetto.







Ma non si può andar via da Barbarano senza aver visitato la città dei barbaranesi che furono. Uscendo dalla Porta Romana, un viale rettilineo verso sud, ci porta, in 15 minuti a piedi al cimitero. Piccolo, raccolto, luminoso, con un prato punteggiato di croci e cippi, tra i cipressi e circondato da tombe in muratura. Si annuncia di lontano con la chiesa con campanile a due piani con bifore su tutti i lati.














ALTRI LUOGHI D'INTERESSE

Chiesa del Crocifisso. Edificata probabilmente tra il XII ed il XIII secolo, è documentata per la prima volta nel 1573; è ad un'unica navata con due cappelle laterali; in essa si conserva un notevole crocifisso ligneo del XVI secolo.

Chiesa di Santa Maria del Piano. Antica chiesa del XIII secolo ricostruita nella seconda metà del XVI secolo. Numerosi affreschi sono stati riportati alla luce nel corso di restauri degli ultimi decenni.

Palazzo Mastini. Opera del 1500-1600, restaurato recentemente, ora di proprietà comunale


PRODOTTI TIPICI

Formaggi: nella zona di Barbarano si producono ottimi formaggi, freschi o stagionati tra cui deliziosi pecorini.

Carne: le ampie zone di verde che circondano il territorio, fanno da pascolo per bovini ed ovini, dai quali si ricava una carne di alta qualità.

Olio Extravergine di Oliva: oli extravergini di oliva, dal colore intenso e dal sapore fruttato medio, con il gusto delle olive appena spremute.

Erbe spontanee: i verdi campi della zona offrono moltissime erbe spontanee come cicoria, malva e tarassaco e tanto altro.



EVENTI

Sagra delle Lumache: i primi di settembre a Barbarano Romano, si possono degustare le lumache, ascoltando della buona musica e assaporando alcuni dei prodotti tipici del luogo.

Festa di Santa Barbara: il 4 di dicembre viene celebrata Santa Barbara, con spettacolo pirotecnico.

Sagra del Pizzicotto: a fine luglio, si gusta il Pizzicotto, uno gnocco di pasta lievitata. La manifestazione è piena di eventi, tra cui una suggestiva rievocazione storica con sbandieratori e tanta musica.

Attozzata: la manifestazione si svolge a Maggio e consiste in una festa campestre che si tiene nell’ area attrezzata di Caiolo. In questo occasione si gusta la ricotta calda, servita su tozzi di pane (da cui il nome Attozzata).

Processione del Cristo Morto: Durante il periodo pasquale, si svolge la processione del Cristo Morto.

Festa di Sant’Antonio: A metà gennaio, si festeggia Sant’ Antonio Abate, con processione e benedizione degli animali.



COME ARRIVARE
Barbarano Romano è un comune della provincia di Viterbo, distante dal capoluogo circa 30 km.



Roma > Barbarano Romano - 58,3 km
Costo Carburante - € 9.71
Tempo di percorrenza - 00h 53'

Barbarano Romano è collegato, tramite i bus COTRAL http://servizi.cotralspa.it/PercorsiTariffe, con Roma, Viterbo, Vetralla, Oriolo Romano, Manziana, Bracciano, Civitavecchia, Monte Romano e Tarquinia. 
Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, Barbarano aveva due stazioni sulla vecchia ferrovia che collegava Orte e Capranica a Civitavecchia: Barbarano Romano-Vejano, situata sulla Via Claudia, e Bandita di Barbarano, più centrale. In seguito a una frana, la ferrovia fu chiusa nel 1961 nella tratta Civitavecchia-Capranica e, nonostante una mole enorme di finanziamenti e nonostante il suo ripristino sia stato più volte annunciato, non è stata più riaperta. Un'altra stazione al servizio di Barbarano sarebbe quella di Vico Matrino (7 km) sulla ferrovia Roma-Capranica-Viterbo, ma essa è chiusa da decenni ed è soppressa anche come fermata. Le stazioni attive più vicine sono quindi a Oriolo e a Vetralla.


Regione: Lazio
Provincia: Viterbo
Altitudine: 340 m slm
Superficie: 37,56 km quadrati
Abitanti: 1.091
Nome abitanti: Barbaranesi
Patrono: Santa Barbara
Festa Patronale: 4 dicembre
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Taccuino Fotografico in bianco e nero d'Architettura dedicato al ritratto di Barbarano Romano affascinante borgo medioevale di origine etrusca, di poco più di mille abitanti a 28 chilometri da Viterbo che sorge arroccato su di un'alta rupe di roccia vulcanica sopra un pianoro tufaceo, di forma triangolare. Il reportage illustra una giornata a passeggio lungo le stradine del paese.

Pubblicato: 29 Giugno 2017
Pagine: 188
Rilegatura: Copertina morbida con rilegatura termica
Dimensioni: larghezza 21,59 cm x altezza 21,59 cm
Peso: 0,76 kg
Inchiostro Contenuto: Stampa in quadricromia
Lingua: Italiano
ISBN: 9780244317362

Prezzo: € 57,48 (IVA esclusa)
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