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Roma: Idroscalo di Ostia

Lazio: Via Amerina - Fabbrica di Roma (VT)


E' appena passato il mezzogiorno quando lascio Corchiano dirigendo la mia Panda in direzione Fabrica di Roma a sudovest per l'ultima tappa dell'itinerario di un giorno di Amerina cominciato a Gallese.
Lungo il percorso, 5,5 km in 9 minuti, distese di noccioleti fiancheggiano la strada, da cui è separata dai binari dalla ferrovia che porta alla Stazioncina Fabrica-Corchiano, all'esterno del paese. Prima di salire a Fabrica faccio una deviazione, per andare a vederla, perché, come i cimiteri, hanno un fascino particolare, un romanticismo, forse dovuto, in ambedue i casi alla partenza, o al vivere lento, senza ansie, a misura d'uomo.


Come tutte le stazioni della ferrovia Roma-Viterbo, il colore di fondo è il verde, sia nelle targhe che nell'ambiente in cui sono poste. Tutto deserto, qui i treni sono rari.


Su una panchina siede solo un ragazzo, solitario e assorto. Sui binari morti, un paio di treni arrugginiti. Scatto qualche foto e poi riprendo la strada per il centro storico.



Fabrica di Roma, m 296 (ab. 7.005), è un centro agricolo con attività industriali (ceramiche), posto sulle estreme pendici orientali dei Cimini. Si crede che sia stata costruita, dai profughi di Falerii Novi - fondata dai romani sul percorso della Via Amerina per deportarvi tutta la popolazione di Faleri Veteres l'attuale Civita Castellana, troppo lontana dall'itinerario amerino -.
Ricordato dal 1093, divenne castello nel secolo XIII; nel 1539 passò a Pier Luigi Farnese.


Fondato a Roma da Innocenzo III (1198-1216), l'ospedale del S. Spirito in Sassia divenne proprietario del territorio e del castello di Fabrica per la prima volta, il 27 dicembre del 1367 (da qui deriva il suffisso “di Roma”). L'atto notarile, conservato nell'Archivio Vaticano, testimonia infarti il passaggio dì proprietà di questo castello ("...integrum castrum Fabricae,,."), concesso all'ospedale dai Signori Raynaldo e Giordano Orsini che lo avevano probabilmente ricevuto dai Prefetti di Vico, nella prima metà di quello stesso secolo. Questo documento indica anche i confini che delimitavano il territorio di Fabrica, definito come appartenente al "districtum Collinae". Questo distretto, detto appunto "Collina", comprendeva nell'Alto Medioevo la zona compresa fra Viterbo, Caprarola, Ronciglione e Vico, sino alla Val Tiberina ed era una delle sette province che formavano il Patrimonio di S. Pietro. Lo mantenne con alterne vicende, fino a che, un altro Farnese, Paolo III, nel 1549 lo cedette alla Reverenda Camera Apostolica, perdendo definitivamente ogni diritto su Fabrica ed il suo castello.


Fatta la salita che, dal piano porta al colle, su cui sorge il centro storico, lascio l'auto in un parcheggio appena fuori della Porta, traversata la quale, si accede a una piazzetta che a fronte ha un centro storico curato e ordinato.
Sul fondo, il castello Farnese, situato nella parte più alta del centro storico, che venne ristrutturato nel 1539 da Pierluigi Farnese annettendolo al ducato di Castro. Raggiungendolo e girandovi intorno, alla ricerca di qualche scatto significativo, mi accorgo che, tra i coppi e i camini delle case che lo circondano, ancora una volta, appare il monte Soratte perno di tutta l'Amerina.


La parte più antica del centro storico, ha un'area molto ristretta, tanto che, già nei tempi passati, i membri della Comunità antica, lamentavano spesso, com'è rilevabile attraverso la documentazione antica conservata, la povertà e la ristrettezza del luogo.


Nonostante tutto, l'economia del borgo di Fabrica, doveva essere piuttosto solida, sia nel Medioevo che in Età Moderna; la Comunità, ben organizzata e ricca di piccole botteghe (tra il 1651 e il 1655, per esempio, una "Pizzicaria", il "barbiere" - che svolgeva probabilmente anche funzioni di medico -, un "Chiavaro"; c'era, naturalmente, un "macello"; e inoltre, una "Ciambelleria", un "forno", l'immancabile "Hostaria".
La produzione agricola che, nei secoli XVI-XVII era costituita da Spiche (spighe) - Erbe da prato - Giande (ghiande) - Frutto d'oliva.
Oggi (dati rilevati dal censimento generale dell'agricoltura nel 2000 dall'Istat) per una Superficie Comunale di Kmq 34,73 troviamo 546 Aziende di cui 103 Aziende a seminativi (frumento, orzo, avena) per Ha 370,83 - di cui 536 Aziende a Coltivazioni Legnose Agrarie (viti, olivi, meli, peri, peschi, nettarine (pesche noci), actinidia-kiwi, noccioli, castagni) per Ha 961,03 coltivate con l'ausilio di MEZZI MECCANICI UTILIZZATI: 375 Trattrici - 128 motocoltivatori, motozappe, motofresatrici, motofalciatrici e mietitrebbiatrici - 176 macchine per la raccolta completamente automatizzata di prodotti - 12 macchine per la fertilizzazione 5 aziende allevano bovini e 2 pollame.


Ore 16, la giornata, iniziata la mattina alle 10 a Gallese e proseguita alle 12 a Corchiano, volge al termine. Il sole al tramonto, si torna a Roma.


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