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Campania: Ravello


« (…) Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte d'Italia; nella quale assai presso a Salerno e una costa sopra 'l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d'Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d'uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatantia sì come alcuni altri. Tralle quali cittadette n’è una chiamata Ravello, nella quale, come che oggi v’abbia di ricchi uomini, ve n’ebbe già uno il quale fu ricchissimo, chiamato Landolfo Rufolo; (…) »
(Giovanni Boccaccio, Decameron - II giornata, IV novella)

Provenendo da Amalfi in direzione Salerno, in compagnia di Margherita, lasciamo la strada sul mare, e facendo una curva a u iniziamo ad arrampicarci su, tra colline verdi mentre in basso continua ad aprirsi la vista sul mare blu.
A sinistra passiamo accanto a Scala, e, dopo un'ultima curva vertiginosa, siamo a Ravello. Un sottopassaggio e dalla strada che costeggia una collina sormontata da ville albergo, si apre a valle una vista spettacolare sulla Costiera; subito sotto un albergo e il gran padiglione dove si svolgono i concerti del Ravello Festival.
Continuando a percorrere la strada, passiamo sotto una torre appena accanto al Duomo e in breve siamo nella piazza antistante. La piazza pressoché quadrata, ha due bar che si fronteggiano, aperti in due bassi edifici bianchi; sugli altri due lati la facciata del Duomo, e sull'altro pini che fanno da quinta ad un paesaggio collinare verdissimo tappezzato di campagne.
L'atmosfera è tranquilla, poca gente, un bambino che gioca girando in monopattino tra i bar della piazza Duomo.
Salgo i gradini del Duomo - la basilica intitolata a Santa Maria Assunta e San Pantaleone - ed entro, una magnifica navata centrale a metà della quale si fronteggiano due magnifici amboni.
In fondo alla navata di sinistra, il motivo per cui la basilica ha una doppia titolazione; infatti, in una cappella seicentesca è custodita, secondo la tradizione, l'ampolla del sangue di san Pantaleone, reliquia presente in Ravello già nel 1112 e che, ogni anno, presenta il fenomeno della liquefazione.
Riuscito, comincio a camminare lungo la strada che mi porterà alla famosa Villa Cimbrone. 

E' un paese di Ville e Chiese, di Monasteri: il monastero di Santa Chiara, la chiesa di San Francesco, il santuario dei SS. Cosma e Damiano, tra strade pulite di un pomeriggio di fine estate, ben selciate e curate; le costeggiano palazzetti settecenteschi, discreti ed eleganti, ma anche palazzetti popolari comunque abbelliti con gusto, con mattonelle ceramiche policrome raffiguranti paesaggi per il numero civico; di tanto in tanto i muri delle case si interrompono per lasciare spazio a muretti da cui si vedono prossime vigne zucche e pozzi per l'acqua, sul fondo, squarci di paesaggio collinare verde, punteggiati di piccoli paesi candidi.
Ravello sorge su uno sperone, sospeso sul vuoto in fondo al quale si stendono il mare blu e colline verdi che strapiombano nel mare. E me ne accorgo ancor di più quando raggiungo la Villa Cimbrone che si trova all'apice supremo di Ravello.
In capo alla strada in un ultimo tratto leggermente in salita, arrivati ad un giardino, ci si para un muraglione in cui si apre un portone da cui si entra in una favola: subito a sinistra uno stupendo chiostro con all'interno un pozzo circondato da piante; così grazioso ed armonioso da attirare l'attenzione ritrattistica delle turiste orientali. A seguire, un delizioso palazzetto e sulla destra un campaniletto, il tutto ingioiellato di edera e vite americana color rubino.
Proseguiamo lungo il viale alberato, in un giardino neoclassico dai colori pastello, gialli di primo autunno, con fontanelle e statue, che finisce a un tempietto, attraversato l quale, di colpo esplode il cielo. Sono al famoso balcone sospeso nel cielo; una terrazza con una balaustra che alterna muretti con busti marmorei a una dolce ringhiera, resa ancor più addolcita dalla presenza di una giovane mamma incinta affacciata al precipizio, al vuoto, in estasi davanti al mare ed al paesaggio strapiombante. Ci sono anche altri turisti, anch'essi entusiasti di questa vista su tutto il golfo da Amalfi a Salerno ai piedi, con la sensazione di volare.
Risvegliandoci dall'estasi, continuiamo il percorso del ritorno prendendo per un boschetto lungo il quale si trovano statue, fontane e grotte con animali in pietra.
Appagati da tanta bellezza e tranquillità, ci appropinquiamo all'uscita. Ridiscendendo alla piazza Duomo, incontriamo alcuni turisti dal passo d'ordinanza, quello delle processioni, la giusta velocità per gettare un'occhiata alle piccole botteghe  che vendono souvenir di un certo gusto, ceramiche e sandali; d'un tratto, ritorno alla realtà, incontriamo due ragazze accovacciate sui gradini di casa con un tablet sulle ginocchia, che ci riporta dalla poesia del miraggio di luoghi fermi nella storia millenaria, alla realtà odierna 2.0.

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RAVELLO

Regione: Campania
Provincia: Salerno
Altitudine: 365 m slm
Superficie: 7,94 km quadrati
Abitanti: 2.500
Nome abitanti: Ravellesi
Patrono: San Pantaleo
Festa Patronale: 27 luglio
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Ravello online


Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo www.ravellotime.com

Villa Ruffolo www.villarufolo.it

Villa Cimbrone www.villacimbrone.com
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