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Calabria: Scalea e la Riviera dei Cedri


Partenza da Roma stazione Tiburtina, destinazione Scalea provincia di Cosenza che sarà il campo base per una nuova avventura calabrese, un itinerario di tre giorni nella cosiddetta Riviera dei Cedri, toponimo che identifica una fascia di territorio dell'Alto Tirreno Cosentino in Calabria che comprende, tradizionalmente, anche una parte del territorio montano che si trova immediatamente a ridosso della zona costiera.

Il nome gli deriva dalla diffusa coltivazione del cedro della varietà “cedro liscio Diamante”, un agrume prezioso dalla coltivazione difficile e che, in questo territorio, viene coltivato anche in piccoli appezzamenti di terreno e lavorato da piccole industrie di trasformazione.
Attualmente la produzione è stata valorizzata grazie all'azione sinergica del Consorzio del Cedro di Calabria, ente che raccoglie più di 100 cedricoltori, e che si pone come volano dell'economia della Riviera. L’azione del Consorzio è rivolta alla tutela, conservazione, valorizzazione e commercializzazione del prezioso agrume.
Fanno parte della riviera 22 comuni compresi fra Tortora e Paola; fra questi, per la produzione del cedro, spiccano Scalea, Santa Maria del Cedro e Diamante, oltre un certo numero di centri montani che, mediamente, distano dalla costa non più di 6 km. La parte montana è costituita dai primi contrafforti del massiccio del Pollino, che comprendono una parte del territorio della Riviera dei cedri .
Circa 30-40 chilometri di costa, per lo più frastagliata, nell’Alto Tirreno Cosentino, l’occasione per apprezzare tutta una serie di attrattive, iniziando dalle spiagge e da un mare limpido dal colore turchese.
Sono 13 i paesi pronti a ospitare i sempre più turisti che scoprono la Riviera dei Cedri, ma tutti con piccoli tesori pronti ad essere scoperti: Tortora, Aieta, Praia a Mare, San Nicola Arcella, Scalea, Santa Domenica Talao; Orsomarso; Verbicaro Santa Maria del Cedro, Grisolia; Maierà, Diamante, Buonvicino.

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MAPPA itinerario
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Arriviamo quindi alla stazione ferroviaria di Scalea e ci dirigiamo, a piedi (10 minuti), in Via Paolo Borsellino, 3 dove si trova il confortevole B&B Zama (Telefono: 0985 270423 - www.bbzama.it) posto in una villetta di nuova costruzione nell’immediata periferia della cittadina costiera, dove soggiornerò per due notti al costo di € 25 a notte + € 1 di tassa di soggiorno.
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MAPPA stazione > B&B
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Siamo a fine maggio, quindi, dalla stazione al b&b, passiamo tra palazzine di quattro cinque piani, tutte disabitate perché seconde case che si rianimeranno da qui ad un paio di mesi per la stagione estiva.

Per trovare un po’ di animazione ci dovremo recare al centro di Scalea, prospicente il mare, così chiamato, in quanto disposto a gradoni su di un poggio alla base del promontorio di Capo Scalea, che raggiunge la sommità a 25 metri, a dominio del mare e della piana percorsa dal fiume Lao.
E’ un centro fondamentalmente agricolo, con poche risorse industriali e frequentatissima stazione balneare, il che ha spinto ad una forte cementificazione e un certo disordine urbanistico che aumenta via via che ci si allontana dal centro storico verso la periferia.
L’abitato storico, che conserva resti di mura medioevali, torri e antiche viuzze strette e tortuose che salgono ripide a gradinate; alla base si è sviluppata la parte moderna, verso la spiaggia, da cui è separata dalla SS 18  jonica.
La spiaggia è bella ed estesa, dominata dal roccioso promontorio detto Isola di Scalea (perché in origine era staccato dalla costa), sormontato dalla Torre Talao. Vi è sorto un importante centro balneare, con buone installazioni balneari e due campeggi.
La cittadina sorge in zona abitata dalla preistoria. Nella Grotta di Torre Talao si trovò, nel corso degli scavi condotti nel 1914 e 1932, una postazione preistorica con selci scheggiate riferibili all’industria paleolitica di tipo musteriano e resti di fauna pleistocenica di tipo caldo.
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MAPPA centro storico Scalea
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Lasciata l’automobile nel parcheggio di via Mosè Bianchi, ai piedi del monumento a Gregorio Caloprese, filosofo, medico e matematico e maestro del Metastasio, nato a Scalea nel 1654, con alle sue spalle la chiesa di S. Nicola in Plateis, ci dirigiamo in direzione stazione di servizio, prendendo, subito appresso, sulla sinistra, per via Oreste Dito che in salita, si infila nel centro storico; mantenendoci sulla sinistra prendiamo via Dottor G. Oliva.

Costeggiamo il Palazzo dei Principi di Scalea e arriviamo nella piazzetta De Palma Maggiore che ha un belvedere dal quale si gode la vista su tutta Scalea moderna fino alla Torre Talao e al mare che, data l’ora tarda, si gode nella luce del tramonto.
Da qui salendo una bella via a gradoni mi immergo nelle viuzze che mi portano nella parte alta, dove sorge la chiesa di S. Maria d’Episcopio.

Adiacenti sono i resti del presunto Palazzo Episcopale con loggetta cieca ad archi intrecciati, e, ancora, la chiesetta dello Spedale, posta in una zona dell’area basiliana del Mercourion che nell’abside ha interessanti stratificazioni di affreschi bizantini, tra cui un’immagine ben conservata di S. Nicola.


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INFO
Ufficio Turistico Comunale Scalea
piazza De Palma Maggiore 1
Tel. 0985 90034
Consorzio del Cedro di Calabria: http://www.cedrodicalabria.it/home.html
Museo del Cedro: http://www.cedrodicalabria.it/museo_cedro.html
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Piatti tipici scaleoti
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PRIMI PIATTI
Linguine al baccalà, spaghetti al ragù di tonno, bucatini con il cavolfiore, tagliatelle con i carciofi, i fusilli con la vrasciola, gli spaghetti con le alici, i fusilli lagane e ceci,  e la “pasta grattata” con pane raffermo e peperoncino piccante. Primo piatto tipico di carne sono i fusilli con la carne di capra.
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SECONDI PIATTI
Baccalà fritto con i peperoni secchi (peperoni cruschi), pesce spada al limone, il gratin di alici, le frittelle di neonata, la pitta. Deliziose le ricette a base di pollo della tradizione contadina, affiancate da buone carni arrosto. Soprattutto quella ovina e caprina, proviente dagli allevamenti molto diffusi sul territorio comunale. Le massaie preparano ancora “i capucelle”, testine di agnello o capretto cucinate con la mollica di pane. Molto apprezzati infine anche “i pipi arrusculiati”, peperoni seccati al sole d’estate (peperoni cruschi) e poi soffritti durante l’inverno con salsiccia.
Sulla tavola scaleota regna il pesce, che il mare offre in grande abbondanza e varietà. Cernie, spigole, sauri, alici, sarde e rosa marina sono quelli più pescati.
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DOLCI
Molto buoni sono i “Turdilli”, i “Chinuliddi”, e Panicilli, dolci tipici scaleoti che vengono preparati come da tradizione a Natale.
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VINI
Il vino dell’“Arenella” quello dolce caratteristico di Verbicaro che deriva da uve che si impiantano nei terreni sabbiosi; il vino di Buonvicino “Cerasuolo”, chiamato così per il colore rossastro delle ciliegie e si può dire che è un vino talmente buono che può competere con i migliori vini del mondo. Come ottimo ammazza caffè si consiglia  il liquore o la crema di cedro.
Il viaggio continuerà, partendo da Scalea e finendo a Diamante (vedi), passando per Grisolia (vedi) e nel suo immediato entroterra nel Parco del Pollino, con una visita a Papasidero (vedi) e alla vicina zona archeologica paleolitica Grotta del Romito passando per Santa Domenica Talao, e Verbicaro (vedi).
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