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Emilia Romagna: Coriano inaugurati cantina, punto vendita e sala degustazione per enoturisti italiani e stranieri


La Cantina Colli Romagnoli, che associa 1.200 imprese viticole, ha inaugurato i nuovi spazi oggi a Coriano, nel riminese: una nuova barricaia per affinare i vini, un punto vendita e una sala degustazioni.
Il tutto per un investimento di oltre 1 milione di euro, di cui 400mila euro di contributi europei.


La struttura, associata al Gruppo Cevico (tra le prime 15 imprese italiane per fatturato del settore vitivinicolo), opera su quasi 2.500 ettari di vigneto e comprende, oltre a quella di Coriano, le cantine di Imola, Faenza, Casola Valsenio e Savignano sul Rubicone. 

La Cantina rappresenta un altro importante tassello del turismo enogastronomico di qualità  che testimonia della forza di questo territorio e della capacità dei soci cooperatori di fare squadra. 
La nuova struttura di Coriano, moderna e all’avanguardia, garantisce standard di qualità e sicurezza dei vini sempre più elevati. 
Questo progetto dà prova ancora una volta dell’efficacia di un modello organizzativo legato alla capacità dei produttori locali di lavorare su obiettivi comuni per conquistare nuovi traguardi, anche rispetto ai mercati internazionali Ue ed extra europei, e di innovare nel rispetto delle tradizioni.

Il sito di Coriano produce circa 120mila ettolitri di vino che, al termine del processo di affinamento, sono distribuiti sul mercato nazionale ed estero con il marchio della società, controllata dal Gruppo Cevico, "Le Rocche Malatestiane Rimini"
I 500 soci cooperatori del riminese sono alla base di un progetto che punta ad incrementare, grazie alla possibilità di ricevere clienti ed enoturisti italiani ed esteri, lo sviluppo di un turismo di qualità, attento agli aspetti storico-culturali, paesaggistici e gastronomici con positive ricadute su molteplici attività che caratterizzano il territorio. 

I vini emiliano-romagnoli trovano sbocco un po’ in tutto il mondo, con i mercati extra-Ue che oggi costituiscono il 51% di tutto l’export in termini di valore, contro il 35% di dieci anni fa. 
A fronte di una crescita del 2,4% dell’export agroalimentare regionale, per un valore complessivo superiore ai 5,9 miliardi di euro, le vendite all’estero dei vini emiliano-romagnoli nel 2016 hanno registrato un aumento in valore di quasi il 5%, per un totale di circa 290 milioni di euro.  
Sono invece stabili i consumi sul mercato interno, spumanti a parte (+7%, per un volume complessivo di 54 milioni di litri). 

Tra i vini che sempre nel 2016 hanno ottenuto i risultati migliori nella grande distribuzione, si trovano il Lambrusco, che conferma il primato delle vendite (oltre 13 milioni di ettolitri in bottiglie da 0,75 litri: +2,5% in volume e +3,1% in valore), poi il Pignoletto, che scala posizioni ed entra nella top cinque dei vini italiani con il più alto tasso di crescita dei consumi (+14,2 in volume e +13,2% in valore) e, infine, il Gutturnio, che un po’ a sorpresa guadagna il 14° posto nella classifica delle etichette più vendute, sempre nella grande distribuzione, e mette a segno la migliore prestazione in assoluto sia in volume (+7%) sia in valore (+5,5%) tra le 14 denominazioni di origine più blasonate. (Fonte RiminiToday.it)



Coriano (Curién in romagnolo) comune di 10.507 abitanti (Corianesi), in provincia di Rimini (RN); ha origini antichissime, fu sicuramente dominato dagli Umbri, dagli Etruschi e dai Romani. L'origine del nome pare risalire al latino Fondus Cornelianum, ma l'attuale nome potrebbe avere origini differenti. Nel periodo medievale, Coriano fu terra di conquista e preda di diversi eserciti che girovagavano per l'Italia.

Un relativo periodo di splendore, Coriano lo ebbe con i Malatesta, che edificarono un possente castello, intorno al 1440, di cui sono ancora ben visibili l'arco esterno e interno con torre merlata. 
Ben visibili sono anche le possenti mura e le grotte sotterranee, quasi tutte inesplorate. 
Degno di visita è il vicino Antiquarium Comunale, contenente reperti rinvenuti nei diversi scavi. 
Per un breve periodo il castello corianese passò in mano ai Borgia e alla Repubblica di Venezia. La scarsa fortuna economica dei Malatesta e la loro rivalità verso lo Stato Pontificio portarono il possesso del castello nelle mani dei Sassatelli di Imola dal 1528 al 1605, donato da Papa Clemente VII, come ringraziamento della bellicosa collaborazione ricevuta nel liquidare i fastidiosi Malatesta. 
La famiglia Sassatelli riedificò il castello, in gran parte distrutto, inserendo lo stemma del casato nel primo arco d'accesso che è ancora visibile e raffigura tre monti d'argento accostati in campo azzurro, facente parte anche del gonfalone comunale.

Nel 1800, la storia di Coriano cominciò a staccarsi dalle vicende del castello malatestiano.
Il Centro Storico cominciò ad avere un proprio destino prevalentemente agricolo, come del resto buona parte del riminese. 

Il nome di Coriano ritornò tristemente all'attenzione nel corso della seconda guerra mondiale, quando il 14 settembre del 1944 si combatté la più aspra battaglia di sfondamento della Linea Gotica, da parte dell'Ottava Armata Alleata Inglese, mirante alla liberazione di Rimini e della Romagna. 
L'intero paese fu più volte bombardato e distrutto

Il suo territorio comunale è sede di alcuni importanti stabilimenti manifatturieri.

Coriano si trova a metà fra entroterra e costa: è ubicato al centro del triangolo formato delle spiagge di Rimini e Riccione e dalla Repubblica di San Marino. 
La campagna è caratterizzata dalla coltivazione di ulivi, grano e numerose vigne.

Sul suo terreno si trovano delle sorgenti d’acque minerali ferruginose (San Savino) e salsoiodiche

Molti sono gli eventi che vengono organizzati in questo bellissimo comune, le Parate Medievali, delle rievocazioni storiche che coinvolgono anche i giovani della città, Fiera dell'oliva e dei prodotti autunnali, la Fiera del Sangiovese.

Strada dei vini e degli ulivi a Coriano


Dal Blog di Raffaele e Valentina - Diario in Viaggio travel memories

La strada dei vini e degli ulivi di Coriano è un bellissimo percorso panoramico dove è possibile gustare tutto il fascino delle colline emiliane; contrassegnata da segnaletica apposita. Frequentatissima dai ciclisti. Lungo la strada si trovano le aziende agricole e gli agriturismi, dove è possibile mangiare e dormire.

Leggi il diario di viaggio di Raffaele e Valentina - Diario in Viaggio travel memories: A CORIANO LUNGO LA STRADA DEI VINI E DEI SAPORI DI RIMINI



Cosa Vedere

Castello malatestiano
Il più importante fra quelli del territorio corianese; all'interno delle mura, custodisce un piccolo antiquarium.

Convento-casa madre delle Maestre Pie dell'Addolorata
Fu qui, nel 1839, che la Beata Elisabetta Renzi diede vita ad un nuovo ordine religioso incentrato sull'educazione femminile giovanile: presso la chiesetta riposano i suoi resti. Sono anche esposti lavori di tessitura e di ricamo, eseguiti nei decenni dalle ragazze che frequentarono l'istituto.

Cimitero di guerra inglese
Dei sanguinosi bombardamenti del '44 è rimasto, all'entrata del paese, il Cimitero che ospita 1.946 caduti, di tutte le nazionalità, caduti nel corso della seconda guerra mondiale.

Casa di Giovanni Antonio Battarra
Nella zona di Pedrolara si trova la casa dell'abate Giovanni Antonio Battarra (1714 -1789). Battarra fu uno tra i primi studiosi scientifici dell'agricoltura proprio sul podere di Pedrolara, e inventò, pur non sapendolo, quella che ora si chiama scienza dell'etnografia, riguardante cioè gli usi e i costumi delle popolazioni.

Parco del Marano
L'area naturale si estende da Ospedaletto fino al confine con la Repubblica di San Marino.

Chiesa di Santa Maria Assunta
Al centro del paese, sulla cima del colle di Coriano, si trova la chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, imponente costruzione eretta dopo il disastroso bombardamento di Coriano nella Seconda Guerra Mondiale e inaugurata nel 1956. L'interno, spazioso e luminoso, contiene un affusolato crocifisso ligneo del 1200 e diverse statue mariane e di altri santi di pregevole fattura. Grazie a una bolla diocesana, la chiesa è dichiarata Santuario del Santissimo Crocifisso con festa triennale la terza domenica di settembre.

Chiesa degli orfani
Nel settembre del 1919, don Guglielmo Mondaini e un gruppo di maggiorenti del Paese promossero la nascita di un orfanotrofio per ospitare i figli maschi dei caduti per eventi bellici. Dopo pochi anni l'orfanotrofio si trasferì nella grande casa in Corso Umberto I ora in Via Garibaldi che era stata della famiglia Savini, acquistata insieme al podere che si estendeva nella retrostante vallata. Con decreto regio del 18 gennaio 1923 l'istituzione venne eretta Ente morale con il nome ufficiale di Istituto Agricolo “Orfani di Guerra”. Da allora la popolazione corianese “adottò” gli orfanelli contribuendo alla loro sussistenza con offerte e aiuti di ogni tipo; anche i bambini del paese solidarizzarono con i piccoli ospiti, lasciandosi coinvolgere con entusiasmo nei giochi presso il campetto da calcio annesso alla sede dell'Istituto. Perfino la costruzione della chiesetta, inaugurata nel 1933, fu possibile con il fattivo contributo di numerosi corianesi. Per la chiesa vennero utilizzati in parte materiali di recupero, compresi quelli della demolita “Cella Tonda” del Foro boario.

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