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Umbria: a Spello in arrivo la Festa dell’Olivo e Sagra della Bruschetta


L'olio di Spello racchiude la storia, la cultura e la tradizione del territorio spellano e diventa protagonista della cucina nazionale e internazionale con la manifestazione annuale L’Oro di Spello, Festa dell’Olivo e Sagra della Bruschetta.
La manifestazione dedicata all’oro verde dalle radici millenarie in programma dal 17 al 19 novembre promossa dal Comune di Spello in collaborazione con la Pro Loco di Spello è giunta alla 56ª edizione, torna con un ricco programma in cui si coniuga l’amore per la tradizione e l’aspetto folcloristico della Festa con un’attenzione alle innovazioni in cucina dove l’olio extravergine d’oliva è considerato l’ingrediente “principe”.


Si consolida il percorso iniziato la scorsa edizione con il filone L’Oro di Spello incontra la cucina italiana finalizzato alla promozione dell’olio come elemento identitario del territorio. 
Andranno in scena Show Cooking e Aperitivi con bruschette gourmet, questi ultimi la novità di questa edizione, con una ventina di chef che insieme a quelli locali, daranno vita ad assaggi e preparazioni dove l’olio spellano incontrerà i sapori della Penisola da Nord a Sud. 



Si rinnova la sfida dell’OIL School Contest in cui gli studenti degli Istituti Alberghieri di Assisi, Città di Castello e Spoleto si misureranno con ricette senza glutine che saranno poi giudicate da una giuria composta da esperti.

Durante tutta la manifestazione i ristoranti del centro storico aderenti, proporranno un menù a tema, sempre dedicato all’olio, che sarà cucinato in collaborazione con chef e relatori provenienti da diverse regioni d’Italia (vedi elenco completo e menù). 


Sabato 18 nelle taverne dei Terzieri Mezota, Porta Chiusa e Pusterula, sarà inoltre possibile gustare tre menù d’autore con tre differenti percorsi dedicati a L’Oro di Spello.

18 e 19 dalle ore 9.00 in Largo Mazzini, torna come protagonista la mostra mercato dei prodotti tipici di “Spello, Gusto e Qualità”, in cui il Comune di Spello al fianco dei produttori locali per promuovere e valorizzare la filiera corta delle tipicità come olio, legumi, zafferano e tartufo nero.

Domenica 19 lungo le vie del centro storico sarà possibile ammirare i Carri della frasca, i carri agricoli in cui viene ricostruito un albero di olivo arricchito di salumi, formaggi e frutta quale premio di fine raccolta al Caposcala, recuperando le antiche usanze tradizionali oggi perdute. 
Nel pomeriggio i carri si sposteranno in piazza Kennedy per la Festa della Benfinita con musica, balli, esibizione di saltarello e tante bruschette con l’olio novello; a seguire la premiazione del carro più caratteristico. 
Il pomeriggio si concluderà con Olio, risotti e solidarietà il cui ricavato sarà destinato alla sede della Croce Rossa di Spello.

Associazioni e Terzieri metteranno in scena spaccati di vita contadina e cittadina dei tempi passati recuperando i momenti tradizionali della raccolta e della lavorazione delle olive. 

Per il programma completo clicca qui


La manifestazione si inserisce nel periodo 28 ottobre al 26 novembre in cui si svolge l'annuale ventennale iniziativa Frantoi aperti





Spello (Hispellum in latino) è un comune italiano di 8.579 abitanti (Spellani) della provincia di Perugia (PG) in Umbria.
E' collocata ai piedi del monte Subasio e dista all'incirca 5 km da Foligno e 30 da Perugia.



STORIA

Agli Umbri, che secondo molti studiosi fondarono Spello, subentrarono i Romani: elevata a municipio nel 90 a.C., fu rifondata con il titolo di Colonia Julia Hispellum all'inizio del regno di Augusto; a questa fase risale la definitiva strutturazione dell'impianto urbano.
Dopo la caduta dell'Impero Romano fu distrutta dai Goti di Totila ed entrò a far parte del Ducato Longobardo di Spoleto.
Dopo le vicende turbolente dell'Alto Medioevo, nel XII secolo divenne Comune indipendente
Verso la fine del XIV secolo fu sotto i Baglioni di Perugia dove restò fino al 1583, periodo durante il quale vi si svolse un'epoca di intensa attività artistica, in cui la città si arricchì di capolavori rinascimentali del Pintoricchio, Perugino e dell'Alunno, ed entrò a far parte dello Stato Pontificio sotto il cui dominio, salvo la parentesi napoleonica, rimase fino al 1860



ARTE, CULTURA, AMBIENTE

Spello unisce al suo carattere medievale, con vicoli tortuosi e antiche case in pietra, numerose testimonianze di epoca romana, come la cinta muraria lungo il cui tracciato si aprivano le porte ancora ben conservate, i resti del teatro, dell'anfiteatro, delle terme
L'abitato è ancora circondato da mura erette nel 1360 inglobando parte della cinta romana e tre splendide porte: porta Consolare (I secolo a.C.), la porta Urbica (o porta San Ventura) e la porta Venere di età augustea, costruita a foggia di arco trionfale, con ai lati le due torri cosiddette di Properzio a pianta dodecagonale.

Tra gli edifici religiosi è notevole la chiesa di Santa Maria Maggiore (XII-XIII secolo), con grandi tesori d'arte all'interno: sul lato sinistro della navata la splendida cappella Baglioni decorata con affreschi del Pintoricchio e impreziosita da un pavimento in maiolica di Deruta (1566) oltre a dipinti del Perugino
Del Pintoricchio (con largo aiuto di Eusebio da San Giorgio) è anche la grande tavola Madonna e Santi (1508) custodita nella duecentesca chiesa di Sant'Andrea, che conserva anche un Crocifisso di scuola giottesca, ed è esposto il corpo del Beato Andrea Caccioli, compagno di San Francesco.

Oltre al palazzo Comunale, sede della Biblioteca (fondo antico), dell'Archivio storico e dell'Accademia di Studi Costantiniani, da visitare palazzo Baglioni (1358), palazzo dei Canonici, sede della Pinacoteca, e la chiesa di San Lorenzo (XII secolo), che conserva un prezioso tabernacolo in marmo, opera monumentale dello scultore Flaminio Vacca (1587).

Nei dintorni l'interessante chiesa di San Claudio, bellissimo esempio di architettura romanica, la chiesa di San Girolamo con annesso convento, complesso edificato nel 1472 con il finanziamento di Braccio II Baglioni, signore di Spello.
Il complesso di San Girolamo si colloca nella parte più suggestiva del territorio: la zona, a ridosso del monte Subasio, è caratterizzata da una vegetazione che in modo naturale ha seguito nel corso degli anni la morfologia del monte, sviluppandosi in modo omogeneo alle prerogative ambientali e naturalistiche del luogo.

Villa Fidelia di origine cinquecentesca poi notevolmente trasformata e ampliata nei secoli XVIII e XIX, edificata sul luogo di un grandioso santuario ellenistico dedicato a diverse divinità, tra cui certamente Venere. 
La villa ospita una ricca collezione di quadri, sculture, oggetti di antiquariato.



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